BIANCO “COLFONDO” CASA BELFI

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BIANCO “COLFONDO” CASA BELFI

CASA BELFI

Regione: VENETO

Il Bianco Naturalmente Frizzante di Casa Belfi è uno dei punti di riferimento assoluti nella sua tipologia, un vino rifermentato in bottiglia dalla beva estremamente piacevole. Ottenuto a partire da uve di Glera in purezza, da viti coltivate in biodinamica, accuratamente selezionate a mano. Il mosto è fatto fermentare spontaneamente in acciaio mentre la rifermentazione avviene naturalmente in bottiglia. Il risultato è un vino dal colore intenso e velato con una bollicine fine e piacevole al palato. Un vino allegro e trasversale, ottimo in estate sia per un aperitivo che per accompagnare una cena leggera con i suoi vivaci profumi di scorza d'agrume, fiori e fieno.

Uvaggio

Uve bianche, coltivate con metodo biodinamico e allevati a guyot su terreni di medio impasto con sottosuolo ciottoloso

Abbinamento

Dal brunch fino al dopo cena. Provalo in abbinamento al baccalà e ai piatti della tradizione veneta

Profumo

Ricco, floreale e fruttato, con note di agrumi, lieviti e crosta di pane.

Gradazione alcolica

Gradazione alcolica: 10,5%

Affinamento

Sosta 6 mesi in acciaio e rifermentazione naturale in bottiglia

Temperatura

8°/12°

Produttore

Casa Belfi, meravigliosa creatura di Albino Armani e Maurizio Donadi, è stata e rimane uno dei pionieri di quello che molti appassionati del naturale considerano il vero Prosecco, ovvero quello Colfondo. Parliamo di una vera e propria arte contadina, dove la rifermentazione avviene naturalmente in bottiglia seguendo il ritmo delle stagioni e lasciando i lieviti nella bottiglia a contatto col vino, in modo per cui possano dormire durante la stagione fredda, lasciando un residuo di zuccheri. Come tutta la vita anche i lieviti si risvegliano in primavera, dando il via alla seconda fermentazione che genera le nostra amate bollicine. Ci racconta Albino Armani: "Quattrocento anni nella vigna e la passione per il vino. Nella Valle dell’Adige la storia della mia famiglia e quella della viticoltura camminano insieme da molto tempo. Tutto cominciò il 7 dicembre 1607, quando Domenico Armani firmò il documento notarile, ora custodito nell’Archivio Storico di Trento, che gli consegnava i terreni con “arbori e vigne” appartenuti al padre Simone. E’ una storia collettiva, che da quel momento prende il nome di una famiglia. Quattro secoli che sono diventati tradizione, una tradizione che ogni giorno mi insegna il metodo, il rispetto e la tenacia. E mi stimola a crescere ancora. Con la convinzione che il mio sia il più bel lavoro del mondo, che mettere le mani nella terra per farla diventare vino, sia il più bel mestiere che potesse capitarmi di fare nella vita.

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