DUE CUORI BIANCO PASSITO

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DUE CUORI BIANCO PASSITO

LE VIGNE DI SAN PIETRO

Regione: VENETO

Quando la settimana è stata di quelle pesanti, quando arriva il weekend ed è il momento di rilassarvi, magari in compagnia dei vostri migliori amici, allora non può mancare un bel calice di “Duecuori”, Moscato Giallo Passito prodotto dalla cantina “Le Vigne di San Pietro”. È un Passito che ci arriva dalle terre di Verona, per ricordarci come l’area del veronese sia, tra tutte, quella in cui è più forte, più sentita e più antica la tradizione dell’appassimento, tecnica impiegata per l’Amarone e non solo. Lasciato maturare per 18 mesi in barrique di rovere e di acacia, poi affinato per un anno in bottiglia, è un Passito, il “Duecuori”, da apprezzare in tutto e per tutto, perfetto in meditazione.

Uvaggio

moscato giallo 100%

Gradazione alcolica

Gradazione alcolica: 13,5%

Produttore

Sergio e Franca Nerozzi, nel 1980, presero una decisione importante: trasferirsi con tutta la famiglia dalla città alla campagna, in un luogo che conciliasse la pace e la tranquillità di un ambiente rurale con la possibilità di costruire un percorso di vita produttivo. Dopo qualche anno di estenuanti ricerche la coppia trovò il posto ideale tra le colline moreniche del Garda, a Sommacampagna, a pochi passi dalla splendida Verona. Qui Sergio e Franca affondarono le proprie radici, dando vita all’azienda agricola “Le Vigne di San Pietro”. La tenuta si estende al momento su circa dieci ettari, situati nel mezzo di un grande parco contraddistinto da un’ampia biodiversità. I terreni sono costituiti da un sottosuolo di origine glaciale ricco di calcare, argille e minerali, vocato sin dall’antichità alla coltivazione delle viti. Importante è poi la vicinanza con il Lago di Garda, la cui massa d’acqua contribuisce a creare un particolare microclima, aiutando i vigneti a esprimere al meglio le proprie caratteristiche. Oggi l’azienda è retta da Carlo Nerozzi, figlio di Sergio e Franca, architetto e imprenditore la cui vena creativa è inscindibilmente legata a quella più contadina che l’ha portato, da circa trent’anni, a occuparsi insieme all’amico agronomo-enologo Federico Giotto dei vigneti di famiglia. Si coltivano garganega, trebbianello, trebbiano, cortese e manzoni bianco per ciò che riguarda le uve a bacca bianca, poi rondinella, corvina, merlot e cabernet sauvignon per quanto invece riguarda le uve a bacca rossa. Grande importanza è data alla sostenibilità, motivo per cui i terreni non vengono mai lavorati e l’erba tra i filari è eliminata meccanicamente, senza uso di diserbanti. Si pratica poi il sovescio per favorire la biodiversità. In tutto attualmente si producono otto etichette, tra le quali sono soprattutto il Bardolino e l’Amarone, grazie alla loro profondità ed eleganza, a esprimere il senso della vigna per Carlo.

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